Partecipazione IB 15_11

Cari soci,

il 15 novembre Claudia e Matteo hanno partecipato ad una sessione di discussione all'International Board a Bruxelles.

Il tema dell'incontro era 'From media darling to political pariah: Are we willing to push back on the criminalization of refugees and NGOs?'

'Da cocchi dei media a reietti politici: vogliamo respingere la criminalizzazione dei rifugiati e delle ONG?'

L'incontro è stato organizzato da MSF Italia, Grecia, Latin America e Australia con il supporto di Rachel Kiddell-Monroe, membro dell'IB.

Rachel è la nostra referente all'interno dell'International Board ed è grazie a lei e al suo potere di persuasione se abbiamo potuto organizzare questa sessione.

Il dibattito è stato sentito, acceso e interessante con molti contributi da parte sia di noi ospiti che dei membri dell'IB stesso.

Successivamente Rachel ci ha riferito che è stata una sessione molto apprezzata dall'IB sia per le tematiche che le questioni sollevate, di cui si è riconosciuta l'importanza e la necessità di ulteriore confronto.

A questo proposito, Rachel ci ha appena confermato che l'IB sponsorizzerà una discussione sulle conseguenze mediche e umanitarie della criminalizzazione delle persone in movimento e delle ONG. La discussione dovrebbe avvenire ad Aprile 2019, probabilmente a Ginevra e potrà essere seguita in diretta web.

Per quanto ci riguarda, anche noi come board italiano vogliamo approfondire l'argomento ed abbiamo in programma di andare a fare una visita congiunta associativo ed esecutivo in Grecia verso metà gennaio. Rachel probabilmente verrà con noi. Lo scopo sarà di conoscere meglio sia il loro progetto Urban Settings che la modalità congiunta associativo-esecutivo di gestione dei progetti, oltre che confrontarci sulle tematiche immigrazione e advocacy.

Insomma, molte attività in programma, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Qui di di seguito la descrizione più istituzionale e completa di quanto fatto a Bruxelles.

Partendo dalle seguenti considerazioni:

- Il 'Framework sulla migrazione', documento di riferimento finalizzato a maggio 2017, è uno strumento molto importante e utile. Le  raccomandazioni in esso incluse sono state applicate  in modi diversi, sia con risultati positivi, innovativi e sovversivi che con difficoltà nell'armonizzare le strategie tra le operazioni nello stesso Paese.

- La criminalizzazione dei migranti e delle ONG è diventata centrale nelle narrazioni e nelle azioni politiche di diversi Paesi e questa tendenza sta aumentando, colpendo duramente la raccolta fondi e la percezione delle ONG. I muri di tutto il mondo stanno diventando più alti. Sebbene tutte le crisi siano specifiche dei loro contesti geografici, le nostre risposte frammentarie potrebbero non rappresentare l'approccio giusto. I vari Centri Operativi non hanno una posizione comune su come reagire al restringimento dello spazio dell’azione umanitaria. Come possiamo pensare globalmente e agire localmente?

- La crescita della popolazione globale e il cambiamento climatico aumenteranno i fattori di spinta per i migranti.

Il dibattito è stato incentrato sulle seguenti domande e considerazioni:

Come aumentiamo la nostra velocità di risposta, considerando la rapidità di cambiamento dei contesti politici e operativi di sfollati e migranti?

Come possiamo sviluppare efficaci strategie di advocacy comuni?

Dovremmo avere un gruppo di lavoro dedicato a questi argomenti?

Nuovi modelli operativi (ad esempio le attività  congiunte OC-Associazione in Grecia, le Soft Operations italiane, il progetto Urban Spaces) sembrano efficaci e anche efficienti economicamente e dovrebbero essere supportati e sviluppati ulteriormente.

Nei Paesi in cui sono coinvolte operazioni di vari Centri Operativi ed esiste una Sezione Partner (Es. Italia, Grecia) sarebbe utile avere un'armonizzazione delle attività di comunicazione e advocacy.

Siamo sufficientemente sovversivi/innovativi nelle nostre azioni in contesti migratori?

Queste riflessioni dovrebbero essere considerate e tradotte in azioni nei piani strategici 2020-2023?

La retorica della criminalizzazione dei migranti e delle ONG sta colpendo duramente entrambi e diffondendosi in molti paesi. Come rispondiamo a livello di movimento? Attualmente stiamo solo reagendo alle situazioni. Possiamo essere proattivi? Possiamo pensare a una strategia di movimento che ne capovolga la narrazione e la usi a nostro vantaggio? Possiamo usare questa situazione come un momento di svolta?

Facendo seguito a questa sessione, l'International Board ha riconosciuto quanto segue:

L'IB riconosce il valore ancora attuale del 'Framework sulla migrazione'. Questo documento è stato una guida fondamentale a supporto delle nostre operazioni e delle dinamiche associative, e ha migliorato il nostro posizionamento pubblico e comunicazioni pubbliche.

Tuttavia, l'IB rileva che è necessario impegnarsi oltre per collegare i punti nel nostro posizionamento pubblico a livello di movimento. Mentre l'azione locale è essenziale, questa deve essere riflessa e ripresa dal movimento per aumentarne la forza d'impatto.

L'IB si rende conto che l'ambiente politico è sempre più ostile e con attacchi forti alla nostra missione medica, dove le persone costrette a fuggire sono demonizzate e gli aiuti vengono criminalizzati. Stiamo perdendo il nostro sostegno pubblico e siamo accusati di attività criminali. Tutto questo sta avendo impatti visibili sulla nostra base sociale (ad es. Raccolta di fondi e comunicazione). L'IB ha ascoltato la richiesta di uno sforzo concertato per sviluppare una contro-narrativa, a livello di movimento, a questa realtà. L'IB vorrebbe contribuire a questo dibattito e organizzare una discussione, sponsorizzata dall'IB stesso, sulle conseguenze che l'ambiente politico ostile ha sulla nostra azione umanitaria medica".

Vi terremo informati man mano che i piani procedono.

Un caro saluto a tutti,

Claudia e Matteo

By: Annalisa Napoleoni